BASSI – Giovanni Robustelli disegna Domenica Rea

BASSI – Giovanni Robustelli disegna Domenica Rea è un progetto durato un anno che ha visto prima la scoperta di alcuni testi di Domenico Rea in  alcune classi di quattro scuole superiori napoletane, poi un “viaggio reportage” fatto dagli studenti tra i bassi del centro storico di Napoli, poi ancora il confronto sul tema trattato tra gli studenti e il pittore Giovanni Robustelli e, infine, l’esposizione dei dipinti prodotti accompagnati da una piccola parte del lavoro degli studenti che verrà mostrato in forma più ampia su questo sito.

Il progetto nasce dalla scoperta di quanto sia ancora tremendamente valida la critica sociale perpetuata da Domenico Rea rispetto i vicoli e i bassi napoletani.

Il tema posto di Rea, scevro da ogni possibile oleografia e macchiettizzazione,  trova in Giovanni Robustelli, artista che nella propria produzione fa coincidere mito e realtà, una nuova traduzione e accessibilità. In entrambi gli artisti gli abitanti dei bassi risultano personaggi mitologici, se chi fonda la morale nell’elaborazione del mito è il perdente qui i condannati sociali abitano racconti e dipinti.

“Ninfa Plebea” di Domenico Rea, mi ha suggerito un’immaginario mitologico, leggendario, in cui i personaggi del suo romanzo vivono come in una tragedia greca. Così, ispirandomi a Milluzza, la protagonista del romanzo di Rea, ho mischiato le carte, sovrapponendo ad un contesto domestico, quale quello dei “bassi”, personaggi che evocano più o meno esplicitamente, figure come Danae, la Susanna biblica o una Vergine. Il percorso delle opere, diventa quindi un’amplificazione del soggetto come svuotamento dell’io.” (Giovanni Robustelli)

I nostri formatori, insieme a studenti e insegnanti, hanno portato l’analisi proposta da Domenico Rea tra i vicoli, tra i bassi e i suoi abitanti, scoperchiando temi e storie che sembravano sopite dall’imbellettamento turistico.

 

Il progetto

BASSI

Giovanni Robustelli disegna Domenico Rea

è un progetto Kosmopolis

con il contributo della Fondazione Pianoterra

e la coorganizzazione del Comune di Napoli